Diventare Osservatore a 41 anni – la storia di Davide
Osservatore di calcio con la Sanremese. Davide svolge la sua professione con passione e dedizione
“Con la Sanremese seguo principalmente le partite di Serie D ed Eccellenza sul territorio, con l’obiettivo di individuare giocatori interessanti per la società. È stata una grande opportunità perché mi ha permesso di mettere in pratica quello che avevo imparato“
Davide, come hai scoperto Scoutit?
Ho trovato Scoutit online. All’inizio avevo diverse domande, quindi abbiamo fatto una prima telefonata e successivamente una seconda, durante la quale abbiamo approfondito tutti gli aspetti del percorso.
Per me era importante capire nel concreto cosa avrei fatto, come sarebbe stato organizzato il corso e soprattutto se fosse compatibile con la mia situazione. Alla fine ho deciso di iscrivermi e ho partecipato al corso del 2025.
Partivi già da un'esperienza nel calcio?
No, ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti del mio percorso. Non avevo esperienze nel mondo dello scouting e avevo una conoscenza ancora limitata del calcio, sia dal punto di vista dei campionati, sia soprattutto delle relazioni e delle dinamiche del settore.
Per questo all’inizio avevo molto da imparare.
Il percorso non si è limitato alla parte teorica. Oltre alla formazione, mi è stato spiegato anche come orientarmi concretamente sul territorio. Vivo ad Alessandria, che non è una metropoli, e quindi presenta chiaramente un numero più limitato di squadre rispetto alle grandi città. Ma proprio per questo ci sono delle opportunità interessanti: le realtà di provincia permettono di seguire campionati e giocatori che hanno ancora poca visibilità.
Ho iniziato quindi a conoscere meglio i campionati della zona e a capire dove poter andare a osservare i giocatori.
È stato sicuramente impegnativo, ma assolutamente possibile. Io avevo già un lavoro al di fuori del calcio e quindi dovevo riuscire a conciliare le due attività. La struttura del percorso mi ha permesso di farlo;ho partecipato anche a due appuntamenti pratici sul campo, a Torino e Genova, che per me sono stati molto importanti perché mi hanno permesso di confrontarmi direttamente con questa realtà. Credo che umiltà ed entusiasmo siano stati fondamentali. Sapevo di avere molto da imparare e ho cercato di affrontare ogni momento del percorso con la massima disponibilità.

Sicuramente il momento della conclusione del corso e dell’esame finale. Dopo aver completato la formazione, abbiamo ragionato su quale potesse essere la realtà più adatta al mio profilo e soprattutto al territorio che potevo seguire. È nata così l’opportunità di confrontarmi con la Sanremese, una società di Serie D che, giocando nel Girone A, aveva interesse a monitorare anche le zone che potevo raggiungere più facilmente, come Alessandria e le province limitrofe.
Seguo principalmente le partite di Serie D ed Eccellenza sul territorio, con l’obiettivo di individuare giocatori interessanti per la società. È stata una grande opportunità perché mi ha permesso di mettere in pratica quello che avevo imparato e, allo stesso tempo, continuare a formarmi direttamente sul campo. L’esperienza sta andando molto bene e collaboro tuttora con il direttore sportivo.
Sì, il fatto di essere presente sul territorio e di aver iniziato a lavorare concretamente nello scouting mi ha permesso di costruire una mia rete di contatti e di farmi conoscere.
Ho avuto anche contatti con altre società, tra cui la Sampdoria, interessata a sviluppare un‘attività di scouting nel territorio di Alessandria e della provincia, soprattutto per il settore giovanile. Per il momento ho scelto di continuare il mio percorso con la Sanremese, perché è un progetto che mi sta permettendo di crescere molto.
Gli direi di provarci, avevo 41 anni, non avevo esperienza nello scouting e continuavo a lavorare nel mio settore. Non avevo quindi le condizioni che magari una persona immagina siano necessarie per iniziare un percorso nel calcio, ma proprio per questo penso che sia importante non aspettare di sentirsi completamente pronti. Ho iniziato con tante cose da imparare e oggi ho una collaborazione in Serie D, sto costruendo il mio network e sono entrato in contatto con realtà che prima conoscevo soltanto da fuori.
Il punto di partenza non deve necessariamente essere perfetto. L’importante è avere la voglia di imparare, mettersi in gioco e trasformare le opportunità in esperienza.
